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Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)
Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)
Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)
L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.
La SKGZ Unione Culturale Economica Slovena e la SSO Confederazione delle Organizzazioni Slovene concordano pienamente con le considerazioni del presidente Riccardo Illy in merito alle responsabilità romane nella non attuazione della legge di tutela, emerse a conclusione dell'incontro con il presidente della Val d'Aosta Caveri. E' al contempo allucinante la nota del ministero per gli Affari Regionali, nella quale La Loggia ascrive alla comunità slovena la piena responsabilità per la situazione di stallo della legge 38/01. A detta del ministro La Loggia sarebbero i componenti sloveni del comitato paritetico a bloccare i lavori con “continue liti”. Nulla di più falso, tanto che il comitato paritetico – basta dare un'occhiata ai verbali – non è in grado di venir convocato proprio a causa della sistematica quanto strategica assenza di buona parte dei componenti di lingua italiana politicamente riconducibili al centro-destra. La perenne mancanza del numero legale, più volte denunciata dalla stessa comunità slovena, ha già da tempo provocato una vera e propria paralisi di ogni attività del comitato istituzionale presieduto dall' avv. Race. Pur al rilento il comitato paritetico è tuttavia riuscito ad adottare per ben due volte il documento di perimetrazione dei comuni interessati alla tutela nel pieno rispetto della legge di tutela e con perfetta sintonia di posizioni in seno alla minoranza slovena e al centro-sinistra La questione si è nuovamente bloccata a Roma, dove evidentemente si fanno sentire ben più forti certi influssi di quella parte politica che ha sempre osteggiato la legge di tutela. Il Governo avrebbe potuto tuttavia dimostrare un minimo gesto di buona volontà dando attuazione almeno a quegli articoli della legge che non sono direttamente connessi con la perimetrazione e non necessitano di pareri obbligatori del comitato paritetico ormai agonizzante: la sezione slovena del conservatorio Tartini, la questione scolastica, lo status del Teatro Stabile Sloveno, le carte d'identità bilingui. Nulla di tutto ciò è stato fatto – al contrario, il famoso decreto Scajola ha addirittura abbassato unilateralmente il livello di tutela della minoranza sancito dal memorandum di Londra. Tutto ciò è stato puntualmente rilevato anche dalla commissione del Consiglio d'Europa. Le organizzazioni slovene SKGZ ed SSO hanno perciò già in programma una nuova visita a Roma anche se è ormai debole la speranza di veder – in periodo già preelettorale - risolte questioni ferme da anni. Più volte è stata chiesta la revoca del mandato a quei componenti del comitato paritetico che hanno dimostrato di non voler adempiere alla propria funzione. Il Governo inizi da qui.
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