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L'Unione Culturale Economica Slovena è un'organizzazione indipendente e apolitica. Fu fondata nel 1954 a Trieste e l'anno successivo a Gorizia. Nel 1958 le due organizzazioni si sono fuse nell'attuale SKGZ, che raccoglie organizzazioni, enti, associazioni e privati cittadini che operano a livello regionale.
TESSERAMENTO
INDIVIDUALE

Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)

APPLICAZIONE DEI
DIRITTI LINGUISTICI

Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)

SONDAGGIO SLORI

Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)

LA COMUNITÀ SLOVENA
VERSO LE RIFORME

L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.

Včlani se v SKGZ za skupno rast, sooblikovanje prihodnosti, krepitev zavesti.

Campagna di tesseramento

Incontro tra i vertici della comunità slovena ed il console sloveno a Trieste Jože Šušmelj

12.01.2005


Lo scambio di auguri all'inizio dell'anno nuovo tra i vertici della comunità slovena del FVG ed il console generale della Repubblica di Slovenia Jože Šušmelj è stato soprattutto l'occasione per tracciare un bilancio dell'anno passato e fare il punto della situazione. “Molte rimangono le questioni aperte, soprattutto quelle che riguardano l'attuazione della legge di tutela 38/01” hanno sottolineato i presidenti della SKGZ Unione Culturale Economica Slovena Rudi Pavšič ed SSO Confederazione delle Organizzazioni Slovene Drago Štoka, quest'ultimo da poco succeduto a Sergij Pahor, che ha guidato la SSO per oltre un decennio. L'avvocato Drago Štoka proviene da precedenti esperienze più prettamente politiche, avendo ricoperto per ben quattro legislature (1968-1988) la carica di consigliere regionale della Slovenska skupnost - Unione Slovena, della quale è stato non da ultimo anche presidente regionale.

Tornando al tema della legge, nel corso dell'incontro è stato particolarmente sottolineato come risulta incomprensibile ogni ulteriore ritardo del governo italiano nel predisporre il decreto che andrà a delimitare l'area di attuazione della legge. Si tratta in sostanza di un lista di comuni a ridosso del confine, che il comitato paritetico ha già confermato e trasmesso a Roma.

I presidenti Pavšič e Štoka hanno espresso invece soddisfazione per i rapporti instaurati con l'amministrazione regionale. Segno di ciò è la proposta di legge regionale presentata dall'assessore competente Antonaz che vedrà finalmente regolamentati e consolidati i rapporti tra la Regione e la comunità slovena.

Dal canto suo il console Šušmelj ha sottolineato in particolare l'importanza ed il ruolo della minoranza slovena in Italia e di quella italiana in Slovenia dei rapporti transfrontalieri. In questa nuova prospettiva le comunità minoritarie giocano un ruolo fondamentale nell'edificazione della nuova Europa fondata sulla solidarietà, sulla cooperazione e sul rispetto reciproco della valorizzazione delle rispettive diversità.