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«Gestire non basta. Si cambi passo»

05/07/2017
Il segretario regionale della SKGZ, Livio Semolič

Il segretario dell’Skgz Semolič: «Più apertura mentale e valorizzare il plurilinguismo: così lo supportemo»

 

«Per cambiare definitivamente passo sarà necessaria una decisa apertura mentale, culturale e politica, un’opera di coraggio e lungimiranza che, secondo me, potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per la nostra città. Ciò significa anche dare responsabilità a persone competenti, immuni da qualsivoglia vittimismo e approccio demagogico, che sappiano pensare globalmente e agire localmente, per poter far di Gorizia una vera smart city, punto di riferimento e attrazione per tutta l’area di questo ampio territorio storicamente e geograficamente legata alla nostra città. In tutto nel segno dei seguenti assi portanti: sicurezza, sviluppo, sostenibilità e solidarietà». Il segretario regionale della Skgz (Slovenska kulturno gospodarska zveza-Unione economica culturale slovena) Livio Semolič scrive una lettera accorata al nuovo sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna augurandogli un proficuo lavoro, tanto più in considerazione del fatto «che i prossimi cinque anni saranno fondamentali per le prospettive a medio e a lungo termine della nostra città».

No a ritocchi di facciata

«Auspico - dice - che tale consapevolezza possa fungere da stimolo per tutto il Consiglio comunale, ma in particolare per la nuova amministrazione che si troverà ad affrontare una scelta fondamentale: gestire il presente, con qualche piccolo ritocco di facciata, o rilanciare in modo deciso il ruolo baricentrico di Gorizia, come punto di riferimento per una vasta area e quale luogo di raccordo tra le valli dell’Isonzo e del Vipacco con il territorio del Collio e del Basso Isontino, togliendo finalmente di mezzo anche il muro che ci separa da Monfalcone. Si potrebbe così finalmente ragionare in termini di un’area con potenzialità transnazionali, formata da una massa critica di circa 200.000 abitanti e per questo finalmente competitiva con le altre realtà regionali». «Servizi pubblici da potenziare ed integrare, risorse turistiche, uniche e variegate, da mettere a sistema, peculiarità multiculturali da valorizzare, diverse progettualità europee da sviluppare: tutto ciò sarebbe auspicabile diventi il focus politico e amministrativo sul quale confrontarsi e trovare le più ampie convergenze. Sarebbero queste, a mio modesto parere, le tematiche da affrontare nell’immediato, oppure rischiamo dì rimanere ostaggi di qualche operazione di maquillage volta a celare le debolezze endogene della nostra città e della sua politica».

Approccio di “sano marketing”

Secondo Semolič, «il Gect rimane sicuramente un seme molto importante, ma non risolutivo a lungo termine, se non accompagnato da interventi forti e coraggiosi, con i quali si andrebbe ad ampliare l’orizzonte cittadino. Mi limito a queste considerazioni e non voglio affrontare altre questioni quali ad esempio quelle rappresentate dalla potenzialità del plurilinguismo, legato anche, ma non solo, alla fruibilità della comunicazione istituzionale e commerciale nella nostra città. Su questo tema certamente non servirebbero scelte di alto spessore strategico, ma semplicemente il buon senso e un approccio di sano marketing. Se le indicazioni, la promozione e la comunicazione venissero fatte sia in italiano che quantomeno nella lingua del vicino, non solo automaticamente si moltiplicherebbe il numero di potenziali fruitori e/o utenti, ma verrebbe dato un segnale chiaro ed inequivocabile diospitalità. Ragionamento semplice e quasi banale a Grado e Lignano, alquanto difficile ancor oggi a Gorizia». Il segretario regionale dell’Unione economica culturale slovena ribadisce che per cambiare sarà «necessaria una decisa apertura mentale, culturale e politica, un’opera di coraggio e lungimiranza».

Il supporto dell’Skgz

Ma è la parte finale di questo intervento accorato che ha il “peso specifico” più importante. Il segretario regionale della Skgz (Slovenska kulturno gospodarska zveza-Unione economica culturale slovena) Livio Semolič conclude: «Se queste saranno le sfide ed i presupposti sui quali si baserà il programma della nuova amministrazione, il sindaco Rodolfo Ziberna potrà contare sul supporto dell’Skgz e, ne sono convinto, anche del resto della comunità slovena di Gorizia, dal momento che proprio ciò può risultare un valore aggiunto per rafforzare le caratteristiche peculiari della città. Per chi vuole vederle, naturalmente».

Francesco Fain

Il Piccolo, 5 luglio 2017