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«Romoli e Brulc si diano da fare per la città unica»

30/11/2008

L’Unione culturale economica slovena (SKGZ) condivide l’auspicio del neo premier sloveno. Borut Pahor, «goriziano» di San Pietro, attuale primo ministro sloveno, presente al dibattito sull’economia, la scienza e le sinergie transfrontaliere organizzato dal quotidiano Primorske Novice, svoltosi a Nova Gorica lo scorso martedì, ha lanciato una chiara sfida alle città di entrambe le parti del confine: le due Gorizie dovrebbero intraprendere una solida via di collaborazione, diventare un unico centro urbano e così cogliere al volo, anche grazie ai finanziamenti provenienti dall’UE, le grandi opportunità di sviluppo economico, scientifico e di ricerca che possono essere realizzate in questo territorio. Il presidente dell’Unione culturale economica slovena (SKGZ) Livio Semolič: «Confido nell’appoggio in favore di quest’area transfrontaliera del nuovo eletto premier sloveno e condivido appieno il suo auspicio, secondo il quale, alle due Gorizie viene data questa grande occasione di sviluppo. Ritengo inoltre molto condivisibile anche l’affermazione, che qui non si tratta di una città divisa, ma di due distinte entità cresciute una accanto all’altra, poste oggi di fronte la grande sfida della comune pianificazione socioeconomica in un’area non più divisa dalle frontiere. In primis però, si dovrebbero superare le diffidenze ancora presenti in entrambe le parti del confine ed invitare le due municipalità a collaborare più intensamente, non solo sul piano politico, ma anche su quello economico. Le opportunità ci sono, non ultime le risorse dell’UE e le grandi potenziali sinergie in molteplici campi, da quello universitario a quello delle multiutility. I due sindaci Romoli e Brulc hanno l’opportuna conoscenza ed esperienza politica per diventare i principali protagonisti della indispensabile riconversione di questo territorio e l’opportunità unica di essere i primi sindaci post confini. Sono certo quindi che consci della grande responsabilità,sapranno dare la tanto attesa svolta, anche per porre freno alla decadenza soprattutto economica che ci affligge da troppi anni». Prosegue Semolic: «In questo senso sarebbe opportuna nella nostra città una convergenza di tutte le forze politiche, una convenzione per la rinascita di Gorizia, dove dovrebbero essere responsabilizzate tutte le componenti politiche e sociali. Un progetto economico-politico a medio-lungo termine, che abbia come obbiettivo la città del terzo millenio e non più quella dell’epoca postbellica, della benzina agevolata e della zona franca, che dopo sessant’anni di finanziamenti, ha lasciato ben poche basi strutturali di sviluppo. La Skgz saluta inoltre la costituzione del nuovo Ministero per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo alla cui presidenza è stato designato il prof. Boštjan Žekš, ottimo conoscitore delle problematiche legate agli sloveni che vivono al di fuori dei confini sloveni. Il suo ruolo sarà di rilevante importanza per lo sviluppo della comunità slovena in Italia, in particolare se troverà negli interlocutori del governo italiano l’opportuna sensibilità e disponibilità. La proposta inserite nella finanziaria, di ridurre del 30% le risorse destinate alle attività culturali della minoranza slovena, se confermate dal Parlamento italiano, provocherebbero una drastica riduzione, se non la definitiva cessazione di una serie di manifestazioni culturali. Come cittadini italiani di lingua slovena riteniamo di dover poter avere la possibilità di proseguire nelle nostre attività, anche perchè abbiamo già di fatto subito una reale decurtazione del 50% (dovuta all’inflazione) dei finanziamenti essendo rimasti inalterati dal 1992 al 2008».