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Esuli, Lega Nazionale e minoranza slovena

24/03/2009

A distanza di sessant'anni le numerose tragedie avvenute prima, durante e dopo la guerra e che hanno così profondamente segnato il nostro territtorio, provocano tutt’ora emozioni e conflittualità non sopite. Questi episodi del secolo passato rappresentano altresì motivo di polemiche interetniche, anche perchè in molti casi prevale l'asprezza e non certo l'attiva ricerca di condivisione. Durante tutto il dopoguerra si è fatto ben poco in termini di comprensione umana e non solo storica dei fatti avvenuti, cosicchè non si è quasi mai riusciti ad imedesimarsi nelle sofferenze altrui, ma si è posta sempre in evidenza esclusivamente la propria esperienza di torti e violenze subite. Non ci sono dubbi che libertà, democrazia e rispetto reciproco rappresentano dei valori assoluti e quindi meritano pieno rispetto tutti coloro che hanno combattuto per questi ideali. E proprio la vittoria della resistenza contro la sopraffazione ci ha consentito di vivere in un’Italia libera e democratica. Quando ci ricordiamo delle violenze provocate dal regime fascista prima e durante la guerra nei confronti di italiani e sloveni di queste terre, non possiamo anche non ricordare ciò che e poi successo e cioè le violenze subite sempre da Italiani e Sloveni da parte del potere comunista Jugoslavo. Ed in questo contesto si inserisce anche il dramma delle deportazioni e del esodo istriano-dalmata. Proprio questi Italiani hanno pagato le maggiori conseguenze delle sconsiderate azioni belliche dell'Italia fascista e sono stati costretti a lasciare le proprie case in Istria e Dalmazia. Numerosi poi sono stati coloro che si sono trasferiti nel territorio goriziano dove ancor oggi rappresentano un'alta percentuale di cittadini, che hanno dato e danno un contributo fondamentale allo sviluppo della città. Tutto ciò ci porta a pensare che sarebbe quantomai opportuno e necessario, per il bene della nostra città, instaurare un rapporto più diretto e costruttivo tra la comunità slovena e quella istriana in quanto – paradossalmente - sono state proprio queste a pagare il prezzo più alto per le violenze subite nella prima metà del secolo scorso. Questo avvicinamento sarebbe tanto più auspicabile in quanto tra le due comunità c'è stata finora una certa mancanza di dialogo, se non proprio un rapporto conflittuale. Probabilmente questi passi sarebbero opportuni anche per poter definitivamente lasciare il passato alla storia e non permettere che esso ci condizioni nei rapporti quotidiani. In tutto ciò dobbiamo fare in modo che Gorizia possa vivere appieno le sue realtà composite ed allo stesso tempo possa trarre il massimo beneficio dalle molteplici potenzialità ancora inespresse per colpa delle troppe divisioni. Oggi, nel terzo millennio, nell'era di grandi integrazioni, è sicuramente arrivato il momento di rimuovere tutte le questioni storiche rimaste irrisolte e di interagire in modo costruttivo nell'interesse di questo territorio, con il massimo rispetto e soprattutto con la reciproca conoscenza. È giunto quindi il momento che la comunità degli esuli e la comunità slovena di Gorizia si guardino negli occhi e comprendano le ingiustizie subite, per realizzare una chiara e sincera pacificazione. Questo dunque vorrebbe essere un gesto di comprensione umana e non l'analisi storica dei fatti per la quale già disponiamo di una vasta produzione storiografica. Volendo fare un primo passo in questo senso, nell'ambito degli incontri del Goriški lok verrà organizzato un incontro pubblico mercoledì 25 marzo alle ore 18 presso il KB-center di Gorizia, presso la biblioteca slovena (Corso Verdi 51), al quale prenderanno parte Rodolfo Ziberna, presidente dell'associazione degli esuli ANVG, nonchè rappresentante della Lega Nazionale di Gorizia, e Livio Semolič, presidente del SKGZ, Unione culturale economica slovena.