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I rappresentanti della comunità slovena del FVG ricevuti dal presidente Giorgio Napolitano

25/01/2008

I presidenti SKGZ (Unione Culturale Economica Slovena) Rudi Pavšič e SSO (Confederazione delle Organizzazioni Slovene) Drago Štoka so stati ieri sera ricevuti dal presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. L'incontro si š svolto alle ore 18.00 presso il palazzo del Quirinale a Roma. I presidenti Štoka e Pavšič hanno presentato al Capo dello Stato la situazione attuale della comunità slovena del FVG con particolare attenzione all'iter di attuazione della legge di tutela e al ruolo delle due minoranze linguistico-nazionali (la minoranza slovena in Italia e le minoranza italiana in Slovenia) nei progetti di collaborazione transfrontaliera e nello sviluppo dei già buoni rapporti tra i due stati confinanti. I rappresentanti SKGZ ed SSO hanno inoltre sottolineato l'importanza della multiculturalità e del multilinguismo in tutta l'area Alpe-Adriatica, dove già dai tempi più remoti si sono sempre incontrate e reciprocamente arricchite le diverse tradizioni culturali europee d'oriente e d'occidente. L'intervento di saluto rivolto delle organizzazioni slovene al presidente Napolitano:

Signor Presidente della Repubblica, a nome dell’Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ) e della Confederazione delle Organizzazioni Slovene (SSO), quali organizzazioni più rappresentative degli sloveni in Italia, La ringraziamo di cuore per averci ricevuto oggi qui a Roma. Come cittadini italiani di nazionalità slovena e come gruppo minoritario che è parte integrante del regione autonoma Friuli Venezia Giulia, riconosciamo in Lei il supremo garante di un’Italia rispettosa del dettato costituzionale e delle specifiche leggi che ne derivano a garantire i diritti delle lingue e delle culture minoritarie. La storia ha messo a dura prova gli sloveni in Italia, che hanno vissuto periodi molto difficili, in particolar modo durante il ventennio fascista, e sono stati oggetto di persecuzioni e stermini di massa. Tuttavia mai è venuta meno la ferma dedizione al mantenimento della propria identità, della propria lingua, cultura e diritti sociali, pagando un enorme tributo di sangue sull'altare della riconquista della libertà e della democrazia. Vorremmo, in tal senso, solamente soffermarci brevemente sulla tragica sorte destinata a Lojze Bratuž, padre di famiglia e uomo di cultura, innocentemente perseguitato, torturato e ucciso dallo squadrismo fascista a quel tempo già istituzionalizzato. Le saremmo grati, signor Presidente, se vorrà personalmente sostenere la causa di un adeguato riconoscimento simbolico a questo insigne rappresentante della comunità slovena. Quest'anno ricorre il 60° anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale che mantiene inalterato il suo valore in tutti i principi cardine che la contraddistinguono. È passato oltre mezzo secolo anche dal Memorandum d'intesa di Londra che pose fine ad un lungo periodo postbellico che a Trieste e nel FVG fu segnato da contrasti e tensioni gravide di incertezze. Le soluzioni contemplate dal Memorandum non spensero rancori e spirito di rivincita, non poterono aprire subito una stagione di tolleranza e convivenza poiché troppo pesante era il retaggio del passato. Ma evitarono di creare nuove barriere e con fatica aprirono un nuovo rapporto di fattiva vicinanza tra l'Italia e la Jugoslavia di allora, a scambi commerciali, politici e culturali ed alle persone fisiche dettero la possibilità di transitare oltre un confine non più blindato dalla guerra fredda. Lo scorso dicembre abbiamo festeggiato la caduta del confine di Schengen tra Italia e Slovenia, che ha sicuramente dato il via ad un nuovo capitolo di rapporti del tutto positivi per gli scambi istituzionali ed umani in quest'area nel passato così tormentata. La Storia sta dunque dando alla regione Friuli Venezia Giulia, agli italiani e agli sloveni, una grande opportunità di crescita, di benessere e di amicizia tra due nazioni limitrofe. In un mondo più grande e più libero dobbiamo però trovare anche in noi stessi la saggezza e la forza per realizzare il grande Progetto che la Storia ci indica come un futuro comune. I rapporti tra Italia e Slovenia sonno oggi, per ammissione di entrambe le parti, a livelli eccellenti. Anche la Sua recente visita a Ljubljana non ha fatto che confermare il clima di amicizia e collaborazione che contraddistingue i rapporti tra i due Paesi confinanti e amici.

Signor Presidente, noi, e con noi anche la gran parte della popolazione del Friuli Venezia Giulia, ravvisiamo perciò la necessità e l’urgenza di un superamento dell’idea di minoranza perché tutti i popoli sono ormai minoranza in un’Europa unita e votata alla pacifica convivenza ed alla più ampia collaborazione possibile. Ciò non deve naturalmente andare a danno e detrimento della identità dei piccoli popoli, delle loro lingue e culture, e soprattutto delle piccole comunità linguistiche che rappresentano una peculiare ricchezza del nostro continente. In questo contesto il nostro essere minoranza deve assumere un altro ruolo nei rapporti da una parte tra Stato e Regione, che fonda la sua specialità anche sulla presenza degli Sloveni, dall’altra tra Regione e Repubblica slovena al fine di assumere al FVG e al suo naturale entroterra compiti e funzioni adeguate alla loro storia, collocazione geografica, potenzialità intellettuali ed economiche. La comune appartenenza all’Unione Europea ed il conseguente superamento dei confini non soltanto geografici ci offrono anche nuove possibilità di collaborazione e di integrazione, già da tempo avviate, con la minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Per svolgere questi nuovi ruoli abbiamo però la necessità di poter usufruire del sostegno delle Istituzioni pubbliche e di adeguati strumenti legislativi, in primo luogo della legge di tutela della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia (38/2001) e della legge quadro sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999) che la ha preceduta. La ringraziamo perciò del Suo sostegno, che l'ha contraddistinta già con la firma, lo scorso settembre, del decreto di delimitazione del territorio interessato alla tutela. Queste leggi rappresentano uno strumento prezioso per assicurare alla minoranza opportunità non solo di sopravvivenza ma anche di crescita e di sviluppo. Ancora una volta La ringraziamo per questo incontro e Le auguriamo di continuare a svolgere la Sua alta carica in buona salute e nella consapevolezza che tutti i cittadini italiani di ogni nazionalità, lingua e cultura La sostengono e Le sono vicini.

Rudi Pavšič, Presidente SKGZ avv. Drago Štoka, Presidente SSO