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Il campo di concentramento di Visco rischia di diventare un centro commerciale

30/09/2008

Il campo di concentramento di Visco (Udine), lager dell'esercito italiano che tra il 1941 e il 1943 ha ospitato circa 3 mila sloveni e croati, rischia di diventare un centro commerciale. Di questo ne hanno parlato anche alcuni media nazionali rimarcando i disastri prodotti dalla pulizia etnica fascista. Fra il 1941 e l'8 settembre del 1943 il regime fascista e l'esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internate decine di migliaia di civili jugoslavi, in particolare sloveni e croati, oltre a serbi e montenegrini. Nel lager di Visco furono rinchiusi moltissimi bambini e donne. Il presidente della SKGZ (l’Unione Culturale Economica Slovena – Slovenska kulturno-gospodarska zveza) Rudi Pavšič, la maggiore delle organizzazioni rappresentative della comunità slovena del Friuli Venezia Giulia, riguardo a questa vicenda ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella missiva Pavšič evidenzia come le vicissitudini storiche hanno messo a dura prova gli Sloveni in Italia che hanno subito soprattutto le conseguenze dell'odio fascista durante il ventennio più buio della storia italiana. Nonostante ciò non hanno mai ceduto all'odio ed alla discriminazione razziale, dimostrando una forte volontà nella difesa della propria identità, della propria lingua, della cultura e dei diritti sociali. Il prezzo che il popolo sloveno ha pagato per difendere i valori della libertà e della democrazia è stato molto alto. Molti degli appartenenti alla comunità slovena sono stati deportati nei vari campi di concentramento e campi di lavoro sparsi in tutta Europa. Lo scrittore Boris Pahor ne è una testimonianza vivente. Il fascismo ed il nazismo hanno scritto anche sulla pelle degli Sloveni le pagine più buie della storia mondiale, mietendo soprattutto vite di vittime innocenti. Rab (Arbe), Visco, Gonars e molti altri campi di concentramento rimarranno nella storia come simboli della negazione della dignità umana. L'opinione pubblica internazionale ha indicato questi fatti tra i più feroci accanimenti verso l'essere umano, la cui genesi va ricercata proprio nel nazismo e nel fascismo. Senza il fascismo non ci sarebbero state le persecuzione degli Sloveni. Senza il nazismo ed il fascismo non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale e le sue ripercussioni successive. Gli Sloveni sono stati vittime di questi orrori. Insieme agli ebrei ed ai rom erano inseriti negli elenchi dei popoli da annientare. Pavšič, nella lettera al presidente Napolitano, esprime inoltre la preoccupazione che assilla le forze democratiche slovene ed italiane in merito agli avvenimenti di Visco ed esprime la convinzione che dal Quirinale si dovrebbe intercedere, affinchè questo simbolo della sofferenza di migliaia di esseri umani venga risparmiato e protetto.