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Il Narodni dom è stato incendiato dai fascisti o dai "terroristi jugoslavi"?

04/02/2020

I presidenti delle associazioni di riferimento della comunità slovena in Italia SKGZ e SSO Ksenija Dobrila e Walter Bandelj hanno indirizzato una lettera al sindaco di Trieste in merito alle commemorazioni per il Giorno del ricordo

"Dopo aver appreso dalla stampa il programma delle manifestazioni e commemorazioni per il “Giorno del Ricordo delle Foibe, dell’Esodo e della più complessa vicenda del confine orientale” del 2020, elenco sul quale campeggia in bella mostra il logo del Comune di Trieste, non possiamo non rilevare con notevole sorpresa e rammarico alcuni appuntamenti previsti. Il 13 febbraio sarà possibile partecipare a un dibattito sul  “fasullo vittimismo sloveno”, addirittura dai tempi dell’Austria - Ungheria, mentre il 21 febbraio avremo modo di scoprire “la verità sui terroristi jugoslavi” del 1920 e sulle loro responsabilità nell’incendio del Balkan, almeno così sembra suggerire il titolo dell’evento. Entrambi gli appuntamenti sono organizzati dagli stessi soggetti, che del resto non manifestano da oggi tali argomenti. Ci chiediamo però qual’, in questo specifico contesto, la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale di Trieste: il Narodni dom è stato bruciato dai fascisti (cosa di cui gli stessi fascisti, all’epoca, si dichiaratamente vantavano!) o dai “terroristi jugoslavi”?

L’anno scorso Lei Sindaco ha accolto, in occasione del novantanovesimo anniversario della distruzione del Narodni dom, il presidente della Repubblica di Slovenia, esprime"ndo pensieri di solidarietà e vicinanza alla comunità slovena. Quest’anno, in occasione del centenario dell’incendio, per il quale è prevista la presenza dei due presidenti italiano e sloveno, possiamo contare su una Sua posizione coerente sull’argomento oppure condividendo l’impostazione delle iniziative che come amministrazione contribuisce a promuovere, riterrà di tacciare gli sloveni di vittimismo?

A proposito di “ismi”, spesso compare, negli ultimi anni, il termine negazionismo, concetto che andrebbe sempre trattato con prudenza. Senza volerci spingere a chiedere all’amministrazione comunale se essa ritenga di voler negare l’esistenza delle violenze e della repressione fascista in queste terre di confine, è possibile attendersi da essa un approccio coerente, sapendo che non si può un giorno gioire per il futuro del Narodni dom e il giorno dopo negarne il passato? La storia, e le memorie, sono sempre state e sempre saranno argomento doloroso e non facile. Gli storici, italiani, sloveni e non solo, collaborano, si parlano, si confrontano. Il Comune di Trieste, nel momento in cui ha ritenuto di includere iniziative di questo tenore nel proprio programma, quali obbiettivi si è posto?

Il nostro è e rimarrà quello di una condivisione sulle complesse vicende storiche del passato, che si basi sulla ricerca degli storici, tenendo conto di tutte le tragedie, così come fatto dalla commissione dei storici mista Italo-slovena; il tutto per rafforzare la pacifica convivenza e dare alle giovani generazioni un futuro di pace, senza dannose contrapposizioni."