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Incontro tra i vertici della comunità slovena ed il console sloveno a Trieste Jože Šušmelj

12/01/2005

Lo scambio di auguri all'inizio dell'anno nuovo tra i vertici della comunità slovena del FVG ed il console generale della Repubblica di Slovenia Jože Šušmelj è stato soprattutto l'occasione per tracciare un bilancio dell'anno passato e fare il punto della situazione.  Molte rimangono le questioni aperte, soprattutto quelle che riguardano l'attuazione della legge di tutela 38/01  hanno sottolineato i presidenti della SKGZ Unione Culturale Economica Slovena Rudi Pavšič ed SSO Confederazione delle Organizzazioni Slovene Drago Štoka, quest'ultimo da poco succeduto a Sergij Pahor, che ha guidato la SSO per oltre un decennio. L'avvocato Drago Štoka proviene da precedenti esperienze più prettamente politiche, avendo ricoperto per ben quattro legislature (1968-1988) la carica di consigliere regionale della Slovenska skupnost - Unione Slovena, della quale è stato non da ultimo anche presidente regionale.
Tornando al tema della legge, nel corso dell'incontro è stato particolarmente sottolineato come risulta incomprensibile ogni ulteriore ritardo del governo italiano nel predisporre il decreto che andrà a delimitare l'area di attuazione della legge. Si tratta in sostanza di un lista di comuni a ridosso del confine, che il comitato paritetico ha già confermato e trasmesso a Roma.
I presidenti Pavšič e Štoka hanno espresso invece soddisfazione per i rapporti instaurati con l'amministrazione regionale. Segno di ciò è la proposta di legge regionale presentata dall'assessore competente Antonaz che vedrà finalmente regolamentati e consolidati i rapporti tra la Regione e la comunità slovena.
Dal canto suo il console Šušmelj ha sottolineato in particolare l'importanza ed il ruolo della minoranza slovena in Italia e di quella italiana in Slovenia dei rapporti transfrontalieri. In questa nuova prospettiva le comunità minoritarie giocano un ruolo fondamentale nell'edificazione della nuova Europa fondata sulla solidarietà, sulla cooperazione e sul rispetto reciproco della valorizzazione delle rispettive diversità.