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La SKGZ condanna ogni sorta di azioni provocatorie

31/05/2004

L’Unione culturale economica slovena SKGZ valuta positivamente l’atmosfera politica e culturale che si è venuta a creare nel Friuli Venezia Giulia dopo l’allargamento dell’Unione europea e l’entrata della Slovenia in Europa. Nella provincia di Udine ci sono stati momenti molto positivi e di festa. Per stimolare una migliore conoscenza della realtà slovena si sono attivati gli enti locali, il mondo accademico, i vertici ecclesiastici e diverse organizzazioni, tra cui anche la Società filologica friulana. Il Comune di Udine ha realizzato l’iniziativa Dotik che ha avuto vasta eco consentendo a numerosi cittadini di scoprire parte dell’arte slovena contemporanea. Nell’ambito di quest’iniziativa si sono tenute anche due tavole rotonde sul passato comune del territorio locale e sul futuro della nuova Europa. La Gorizia ufficiale e la maggior parte dei suoi cittadini hanno visto con favore e hanno seguito con attenzione gli appuntamenti simbolici che hanno accompagnato la caduta del confine. L’entrata della Slovenia in Europa è stata salutata di qua e di là del confine con più di 170 feste e manifestazioni che hanno raggiunto l’apice con la cerimonia principale che ha visto la partecipazione di tantissime persone. In questo contesto Trieste rappresenta un’eccezione. La destra che è attualmente alla guida del Comune, della Provincia e di altri enti ed istituzioni ha voluto sfruttare il 50° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia per consolidare la propria presenza in città e per mascherare la propria incapacità ad intraprendere iniziative che siano a favore dei cittadini e al passo con i tempi. Il patriottismo gratuito della destra al governo non è nient’altro che una nuova veste del vecchio nazionalismo con cui ha scelto di strumentalizzare avvenimenti importanti e festosi, quali l’Adunata degli Alpini e il Giro d’Italia. In questo contesto la SKGZ condanna ogni sorta di azioni provocatorie che contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più tesa. Una certa destra di Trieste continua a rinfocolare l’atteggiamento negativo nei confronti della minoranza slovena e della Slovenia più in generale: i combattenti sloveni del primo antifascismo europeo vengono senza vergogna indicati come “terroristi assassini”, le bandiere europee rimangono inspiegabilmente invisibili, la destra arriva addirittura a dichiarare che la Slovenia non è matura per l’Europa. Al contempo la stessa destra non consente di applicare la legge di tutela sulla minoranza slovena in Italia. Inoltre continua a strumentalizzare la questione degli esuli, dimenticando tuttavia che essendo al governo potrebbe forse dare delle risposte concrete alle richieste degli stessi. La destra utilizza fondi statali per stampare e mettere in circolazione tesi pseudo storiche che non hanno alcuna base scientifica e che non sono nient’altro che una mera propaganda ideologica. In questo senso è comprensibile il dissenso di molti insegnanti italiani e sloveni che non vogliono che le suddette tesi diventino parte del materiale didattico. L’esperienza ci insegna che ogniqualvolta si presentano dei cambiamenti che aprono concretamente Trieste al mondo, la destra locale e le sue lobby cercano di mettere in cattiva luce la minoranza slovena e di dividere, in questo modo, anche la stessa opinione pubblica italiana. E tutto ciò con l’intento di mantenere il potere nelle proprie mani. Per questo motivo è necessario continuare a insistere su una concreta alternativa politica. Quest’ultima risiede nello sviluppo di un’identità positiva che non scaturisce dalla lotta contro il fantomatico nemico, bensì si basa sulla convivenza pacifica, sulla creatività, sull’impegno per affermare diritti, pace e democrazia. Queste non sono frasi fatte. Al contrario, queste idee possono rappresentare un nuovo capitolo storico, imperniato su una sincera collaborazione tra sloveni e italiani, sul comune impegno per un ulteriore avvicinamento alla vicina Slovenia. Ora è necessario abbattere i “confini mentali” e affermare concretamente lo spirito e la vita europei. E’ giunta l’ora di superare le contrapposizioni del passato e di lasciarsi alle spalle leader politici che continuano a serbare rancori e che sono privi di nuove idee.