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Rudi Pavšič e Drago Štoka scrivono ai premier Pahor e Berlusconi in occasione del loro incontro a Roma

17/09/2009

In occasione dell'incontro di domani a Roma tra il presidente del Governo della Repubblica di Slovenia Borut Pahor ed il presidente del Governo Italiano Silvio Berlusconi i presidenti della organizzazioni più rappresentative della comunità slovena in Italia, Rudi Pavšič per la Slovensko kulturno-gospodarska zveza-Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ) e Drago Štoka per lo Svet slovenskih organizacij-Confederazione delle organizzazioni slovene (SSO), hanno inviato ai due premier una lettera con l'allegato documento sull'attuale situazione della comunità slovena in Italia.

Egregi Signori Presidenti in occasione del Vostro prossimo incontro, il 18 settembre a Roma, desideriamo portarVi a conoscenza dei problemi che preoccupano la comunità slovena del Friuli Venezia Giulia e sono in primo piano nell'attività delle nostre organizzazioni. Gli sloveni in Italia, storicamente insediati nel Friuli Venezia Giulia, costituiscono una comunità etnicamente compatta, storicamente e politicamente riconosciuta. Nel corso dei secoli abbiamo dovuto confrontarci con problemi politici, sociali ed etnici rilevanti, ma con una buona dose di realismo abbiamo sempre saputo superarli. Quando proprio per la presenza della minoranza slovena sul suo territorio è stata istituita la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la quinta Regione a Statuto Speciale dopo Sicilia, Sardegna, Val D'Aosta e Trentino Alto-Adige, era nostra convinzione che la soluzione dei problemi legati alla nostra comuntà sarebbe stato suo compito primario, sostenuto anche dalla potestà legislativa. Ma ciò è accaduto solo in parte, perchè alla Regione Friuli Venezia Giulia non sono state attribuite competenze primarie in questo ambito. Tra innumerevoli difficoltà abbiamo atteso la legge di tutela che è stata finalmente varata dal Parlamento italiano nel 2001 (n. 38/2001) e avrebbe dovuto affrontare globalmente e risolvere i problemi della minoranza slovena. Nonostante tutto l'impegno da parte nostra, ci sono stati molti intoppi nell'applicazione della legge di tutela e noi continuiamo a trovarci in una condizione di incertezza per il futuro. Il nostro impegno trae origine ed ispirazione nell'articolo 6 della Costituzione italiana e nell'articolo della Costituzione slovena che in modo esplicito si esprimono a favore dei diritti delle minoranze linguistiche e nazionali, deriva inoltre dalle comuni esperienze storiche e politiche. Il nostro auspicio è che la nostra comunità possa vivere pienamente e liberamente godendo di tutti i diritti che le vengono riconosciuti dalle norme costituzionali e dagli accordi internazionali (in primo luogo il Memorandum di Londra del 1954 e gli Accordi di Osimo del 1975). Oggi, nel 2009, ci rammarica constatare di non aver potuto ancora respirare a pieni polmoni nella nuova realtà europea perchè siamo ancora in attesa di risposta ad alcune delle nostre richieste fondamentali. Siamo qui a difendere il diritto al bilinguismo ovunque ciò sia previsto dagli accordi internazionali, dai principi costituzionali, dagli indirizzi dello statuto del Friuli Venezia Giulia e dalle disposizioni comunali. In contrasto con la moderna legislazione ed etica europea ci viene ancora negato l'uso pubblico della lingua slovena. Ed i nostri enti ed associazioni, purtroppo, sono ancora alle prese con la crisi finanziaria dovuta a finanziamenti insufficenti ed aggravata dalla crisi economica che colpisce i nostri paesi, l'Europa ed il mondo intero. La nostra più grande preoccupazione è che le organizzazioni slovene rimangano senza quei finanziamenti che sono di vitale importanza perchè possano continuare a sviluppare le diverse attività a favore degli appartenenti alla comunità slovena e del territorio su cui sono storicamente insediati. E' in gioco la sopravvivenza di oltre 300 associazioni ed enti che fanno riferimento ad entrambe le organizzazioni slovene, l'Unione Economica Culturale Slovena–SKGZ e la Confederazione delle organizzazioni slovene–SSO, che hanno oggi la responsabilità di evitare che l'attività delle associazioni aderenti venga ridotta o peggio ancora soppressa.

Egregi Signori Presidenti, il nostro auspicio è che durante il Vostro incontro possiate dedicare la giusta attenzione a questa problematica anche nello spirito dei grandi ideali europei e possiate risolvere i problemi che abbiamo fin qui illustrato. A nome delle organizzazioni slovene SKGZ e SSO, che auspicano una collaborazione feconda tra Italia e Slovenia e buoni rapporti di vicinato, porgiamo ad entrambi i migliori auguri affinchè il Vostro impegno sia fruttuoso e produca quei risultati che la minoranza slovena si attende e per i quali si sta impegnando con tenacia.

Rudi Pavšič Avv. Drago Štoka

Presidente SKGZ Presidente SSO

SITUAZIONE DELLA COMUNITA' SLOVENA IN ITALIA NEL 2009

SITUAZIONE GENERALE La comunità slovena in Italia e la sua situazione entro lo Stato italiano meritano sicuramente una particolare attenzione nei dibattiti tra i rappresentanti di due stati adiacenti quali l'Italia e la Slovenia. La comunità opera sul piano politico, culturale ed economico nell'ambito territoriale dove è tradizionalmente presente e si inserisce attivamente nel territorio italiano (soprattutto nell'ambito della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia) e quello sloveno. Da questo punto di vista essa è sicuramente un valido elemento connettivo e un promotore dei rapporti transfrontalieri che si dovranno sicuramente mantere e promuovere anche in futuro. Salutiamo quindi con favore la prospera attività della comunità slovena su tutti i piani, cosiccome la sua collaborazione con la comunità italiana presente in Slovenia, in quanto esse contribuiscono a garantire e a rispettare i diritti. L'esistenza, l'attività e lo sviluppo della nostra comunità è strettamente collegato con i contributi finanziari ordinari dei due stati, soprattutto dello Stato italiano e della regione Friuli-Venezia Giulia.

ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE DI TUTELA N. 38/01 È di essenziale importanza attuare le disposizioni della legge di tutela n. 38/01 che fra l'altro determinano anche la cornice temporale dell'adempimento degli obblighi. Dal Governo italiano ci aspettiamo che solleciti debitamente le amministrazioni locali (in primo luogo la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia) affinchè vengano completamente attuate le disposizioni che prevedono l'applicazione del bilinguismo nella sfera pubblica.

SITUAZIONE FINANZIARIA C’è una forte preoccupazione in merito ai provvedimenti presi da parte del Governo italiano che riguardano l'orientamento finanziario per il triennio 2009-2011. Nel 2008 la comunità slovena ha percepito dal fondo finanziario, previsto dalla Legge sulla tutela della minoranza linguistica slovena in Italia (Legge n. 38/01), 5.250.000 Eur. La proposta del Governo italiano prevede una riduzione delle risorse, vale a dire che nel 2010 la minoranza sarà penalizzata di 1.190.000 Eur mentre nel 2011 di 2.130.000 Eur di risorse in meno. La riduzione delle risorse finanziarie comporterebbe la riduzione o persino alla soppressione dell'attività di numerose istituzioni culturali ed educative della minoranza, della stampa periodica, dell'editoria e del teatro nonostante lo Stato italiano abbia assunto degli impegni in base agli accordi internazionali, quali il Memorandum di Londra del 1954 e i Trattati di Osimo del 1975, ratificati nel 1977. Ci auguriamo che alla comunità slovena venga prestata una particolare attenzione in merito a tali provvedimenti del Governo italiano, che essa mantenga alto il livello di tutela che deriva dagli obblighi previsti dai trattati internazionali e dalla legislazione interna. È quindi necessario risolvere sistematicamente la questione finanziaria e garantire l’ammontare delle risorse già attribuite, anche considerando il fatto che sono rimaste invariate dal 1992. Ciò infatti comporta una loro riduzione reale superiore al 50% negli ultimi 16 anni. Nonostante la crisi economica e finanziaria, la Repubblica di Slovenia non ha introdotto alcuna riduzione delle risorse finanziarie per la minoranza italiana in Slovenia. Altrettanto ci aspettiamo dalle istituzioni dello Stato italiano nei confronti della comunità slovena in Italia.

IL TEATRO STABILE SLOVENO La riduzione del Fondo unico per lo Spettacolo (FUS) andrà sicuramente ad intaccare anche il Teatro Stabile Sloveno di Trieste che ancora rientra nello status di teatro stabile e come deriva anche dalla Legge n. 38/01. L’istituzione ha sempre portato avanti un'attività teatrale di alto livello artistico e grazie all’introduzione dei sottotitoli essa è diventata accessibile anche al pubblico italiano. Tuttavia, senza adeguate risorse finanziarie sicuramente non sarà più in grado di continuare la propria attività. È inammissibile che le istituzioni pubbliche locali, quali il Comune e la Provincia di Trieste e la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, tuttora non rispettino i chiari obblighi finanziari previsti proprio per i teatri stabili. Pertanto ci appelliamo alle istituzioni competenti di Roma affinchè intervengano in merito al proseguimento dell’attività teatrale nonchè con i soci fondatori del teatro (il Comune e la Provincia di Trieste e la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia) perchè inizino ad adempiere agli obblighi legali e finanziari e con essi a risolvere anche la problematica correlata alla gestione del Kulturni dom (Casa di cultura) di Trieste.

LA SCUOLA In merito alle riforme sull’istruzione il Governo italiano dovrebbe prendere in considerazione le specifiche esigenze della minoranza. Con essa dovrebbe ricercare le soluzioni migliori per sviluppare in modo efficiente l’istruzione e la formazione in lingua slovena tenendo conto delle attuali riforme del sistema scolastico. Senza tener conto della sopra elencata specificità, in base alle nuove normative del piano programmatico del Ministero dell'Istruzione italiano verrà colpito l'intero sistema scolastico con lingua d'insegnamento slovena. Attuando pienamente la riforma prevista si arriverebbe ad una pesante riduzione della rete scolastica e dei servizi scolastici, per non parlare dell’impoverimento dell’offerta formativa in lingua slovena nonchè delle prospettive per le giovani generazioni. La Legge n. 38/01 prevede inoltre la costituzione della sezione slovena nell'ambito del Conservatorio Tartini per la quale si dovrebbe ricercare una soluzione adeguata. I componenti della minoranza slovena sono membri della Commissione scolastica per l’istruzione in lingua slovena presso l'Ufficio Scolastico Regionale che però opera solo come organo consultivo. Tutte le proposte e le prese di posizione da parte di questo organo pertanto non sono vincolanti. Suggeriamo quindi che venga consolidato il ruolo della sopra menzionata Commissione, prevista dalla Legge n. 38/01, e che vengano prese in considerazione le sue proposte. Inoltre proponiamo che venga quanto prima stabilito un organico dell'Ufficio Scolastico Regionale come ci è già stato più volte garantito da parte del ministero competente e per il quale sono a disposizione i fondi previsti dalla Legge 38/01.

I MEDIA Di fronte all’annunciata riduzione dei contributi e alle modifiche delle disposizioni legislative sul piano mediatico la comunità slovena subirebbe delle privazioni anche per quanto riguarda l’informazione in lingua slovena, per non parlare della sua esistenza nella sfera pubblica e mediatica. A causa del limitato numero di utenti potenziali la minoranza non ha possibilità obiettive affinchè i suoi giornali possano sostentarsi esclusivamente di marketing e pubblicità. Pertanto si dovrebbe regolare l'attività del quotidiano Primorski dnevnik e degli altri media stampati della minoranza per i quali ci sono a disposizione dei contributi previsti dalle leggi nazionali. Di fronte ai nuovi cambiamenti tecnologici e alla prossima introduzione del sistema digitale terrestre auspichiamo che la visibilità e l’udibilità dei programmi in lingua slovena della RAI (sia radio che TV) vengano finalmente attuate pienamente su tutto il territorio dove vive la comunità slovena nella Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, come del resto previsto dalla Legge n. 103/75 e da altre disposizioni nazionali e regionali.

CORRETTA SCRITTURA DEI NOMI E DEI COGNOMI IN LINGUA SLOVENA Quanto prima si dovrebbe regolare la scrittura corretta dei nomi e dei cognomi in lingua slovena su patenti di guida, tessere sanitarie e su tutti i documenti ufficiali, come garantito e previsto dagli organi competenti.