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SKGZ: la situazione del Teatro stabile sloveno

19/11/2009


L' Assemblea dei soci del Teatro stabile sloveno (Slovensko stalno gledališče) riunitasi il 16 novembre scorso ha deliberato all'unanimità i provvedimenti atti a salvare l'ente teatrale stesso ed evitarne la chiusura. Pur nella consapevolezza che i provvedimenti non saranno indolori e che determineranno un inevitabile ridimensionamento del teatro cui eravamo abituati per decenni, l'Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ) non è attualmente in grado di esprimere previsioni in merito alle conseguenze per il teatro dopo questa fase sanatoria, ovvero se il teatro in futuro sarà migliore o peggiore. Per la comunità slovena è però questa l'unica soluzione praticabile per la sopravvivenza del teatro. Di primaria importanza è stato il fatto che nella ricerca della soluzione abbiano partecipato attivamente la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune e la Provincia di Trieste assieme alle due organizzazioni più rappresentative della comunità slovena (SKGZ e SSO) con l'importante mediazione del Prefetto di Trieste Giovanni Balsamo. Infatti dopo aver constatato che la crisi del teatro è sempre più profonda, il CdA ha deciso di rimettere il proprio mandato. Una scelta drastica ma responsabile che ha avuto il pieno appoggio delle organizzazioni slovene SKGZ e SSO e che ha portato alla ricerca di una soluzione duratura per il Teatro stabile sloveno. Le ultime delibere dell'Assemblea dei soci, ovvero la nomina di due amministratori delegati, la definizione del budget a un milione e 500 mila euro ed altri provvedimenti consentono al teatro di iniziare e portare a termine una stagione molto critica. La normalizzazione del teatro è però ancora lontana. Occorrerà innanzi tutto redigere un nuovo statuto che dovrà ridefinire l'assetto societario tra soci necessari (enti locali) e soci privati (Društvo slovensko gledališče ed altri potenziali soggetti). Allo stesso tempo gli enti locali, soprattutto il Comune di Trieste e successivamente la Provincia di Trieste, dovranno definire l'importo che intendono mettere a disposizione del teatro per la copertura delle spese della sala. Attualmente il problema è irrisolto. Il Teatro stabile sloveno dovrà inoltre trovare una nuova visione ed attuare un nuovo stile di lavoro. La discontinuità che ne potrà derivare non dovrà però in alcun modo far cadere la qualità dell'offerta o ridimensionare il teatro in un ente semi professionale che conseguentemente ridurrebbe il livello della coscienza artistico-teatrale degli sloveni in Italia.
 

Rudi Pavšič

Presidente SKGZ