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SKGZ-SSO: stupore e preoccupazione in merito alla mozione approvata dal Consiglio regionale

06/04/2019

 

 

Le organizzazioni rappresentative della comunità slovena in Italia, la Skgz-Unione culturale economica slovena e la SSO- Confederazione delle organizzazioni slovene, esprimono il proprio stupore e una profonda preoccupazione in merito alla mozione approvata dal Consiglio regionale, con la quale si vuole asservire la ricerca degli storici alla volontà politica . Con tale mozione si cerca di negare la piena libertà ai ricercatori storici , appiattendo la complessità delle vicende del confine orientale a quelli che sono i singoli interessi della politica. E proprio la grande complessità di queste drammatiche vicende storiche richiede un approccio scientifico, come quello che da sempre caratterizza il lavoro svolto dall’Irsrec e dai storici del valore di Raul Pupo, ben lontano dalle facili e pericolose semplificazioni più volte emerse negli interventi politici. Il senso della mozione approvata in Consiglio regionale va tra l’altro nella direzione completamente opposta a quella delineata dallo storico incontro dei tre Presidenti della repubblica Italiana, Slovena e Croata in occasione del concerto della pace di Trieste nel luglio 2010, quando una presa di coscienza comune sulle tragedie subite dalle popolazioni di queste terre , sancì ciò che doveva diventare il patrimonio comune di tutti noi : mai più guerre, mai più violenze, ma rispetto reciproco nella diversità.

Rispetto delle tragedie e rispetto della verità storica, che non va manipolata e sulla quale non ci devono essere speculazioni di natura politica di nessun genere. In tal senso voremmo anche ricordare il preziosissimo lavoro svolto dalla Commissione mista storico-culturale italo-slovena istituita nel 1993 tra i ministri degli affari esteri d'Italia e Slovenia, con la finalità di effettuare una globale ricerca e disamina di tutti gli aspetti rilevanti nella storia delle relazioni politiche e culturali bilaterali. La Commissione sopra indicata era composta da un Copresidente e sei membri per ciascuna delle due parti e si disponeva che producesse un rapporto finale da sottoporre ai due Governi. Ricordiamo solo i nomi dei componenti per parte italiana quali il Prof. Sergio Bartole (Copresidente); Prof. Fulvio Tomizza; Sen. Lucio Toth; Prof. Fulvio Salimbeni, Prof. Elio Apih; Prof.ssa Paola Pagnini, Prof. Angelo Ara. Ed in seguito anche il Prof. Giorgio Conetti, la prof. Marina Cataruzza, nonché il prof. Raoul Pupo. Quindi tutti nomi di prim’ordine al di sopra di qualsiasi possibile sospetto o dubbio sull’imparzialità di giudizio. Ebbene sarebbe auspicabile che proprio il difficile e impegnativo lavoro svolto per molti anni da questi storici possa costituire una base comune per qualsiasi considerazione ed intervento sulle molteplici tragedie di queste terre, anche per il dramma dell’esodo e delle foibe, che non deve essere in alcun modo dimenticato ne sminuito, ma tantomeno strumentalizzato. La comunità slovena del Fvg ha da molti anni intrapreso un percorso di collaborazione con l’associazione degli esuli Anvg, partendo da quello che è il rispetto reciproche dei torti e delle violenze subite , da una parte e dall’altra. E proprio questo rispetto ha fatto si che lo spirito di convivenza interetnica e la collaborazione transfrontaliera siano divenute patrimonio di tutti noi, riportando un clima di serenità tra le varie anime di questa area plurale e multiculturale. Tanto più ciò vale per le due minoranza , quella italiana in Istria e quella slovena in Italia, che rappresentano il collante ideale di queste terre.

Ecco proprio per ciò siamo rimasti colpiti ed amareggiati nel vedere con quale supponenza una parte politica regionale tratta degli argomenti così delicati e sensibili , limitando di fatto la libertà di ricerca e promozione del lavoro storico scientifico. Non ultimo tale approccio va nella direzione opposta a quella che vuole essere la riconciliazione ed il rispetto della memoria, anche perché è del tutto risaputo che tra le vittime delle foibe oltre agli italiani c’erano anche molti sloveni e croati e che la cieca violenza nell’immediato dopoguerra ha provocato anche grandi tragedie fratricide nelle regioni interne della Slovenia. Auspichiamo quindi una maggiore attenzione e sensibilità , ma soprattutto più rispetto per la ricerca storica , che come tutte la scienze dovrebbe essere presa seriamente in considerazione e non osteggiata o limitata dalla politica. Ciò dovrebbe valere tanto più per le vicende storiche in quest’area transfrontaliera, per non disperdere il grande lavoro svolto da tutti coloro i quali si sono impegnati per decenni affinché si possano finalmente rimarginare le profonde ferite inferte dalla storia alle genti di queste terre di confine.

 

Ksenija Dobrila, Presidente Skgz

Walter Bandelj, Presidente Sso