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Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)
Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)
Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)
L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.
Il Sottosegretario di Stato Sen. Nitto Francesco Palma, responsabile per le problematiche delle comunità minoritarie delle zone di confine, ha incontrato i presidenti delle organizzazioni più rappresentative della minoranza slovena in Italia, per l'Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ) Rudi Pavšič e per la Confederazione delle Organizzazioni Slovene (SSO) Drago Štoka. All'incontro, che si è svolto al Viminale, ha partecipato la senatrice slovena Tamara Blažina.
I responsabili della comunità slovena nel Friuli Venezia Giulia hanno espresso al rappresentante del Govorno la loro preoccupazione per l'attuale situazione in cui si è venuta a trovare la minoranza, in particolare per quanto riguarda il mondo della scuola e la riduzione dei finanziamenti alle molteplici attività della minoranza stessa.
La legge di tutela (38/2001) si applica con incomprensibile lentezza ed in contrasto con la sudetta legge vengono cancellati diritti già acquisiti come nel caso della toponomastica bilingue. In provincia di Udine si sta tentando di stravolgere la legge di tutela che riconosce la presenza slovena su parte del suo territorio. A questo fine sono già pronti due disegni di legge, presentati uno in Parlamento e l'altro in Consiglio regionale, che si prefiggono di affermare per decreto le diverse parlate locali cancellando e negando la loro matrice slovena.
Le nuove norme relative all'organizzazione scolastica rischiano di colpire molto duramente la scuola slovena che rappresenta una realtà specifica ed è tutelata da accordi internazionali in particolare il Memorandum di Londra del 1954 e gli Accordi di Osimo del 1975.
I tagli generalizzati ai mezzi di informazione, alla stampa, alla radio e televisione a livello nazionale intaccherebbero il pluralismo che non può essere garantito solo dai numeri e dai profitti. La minoranza slovena, senza informazione nella propria lingua, risulterebbe fortemente impoverita. Allo stesso modo i tagli al fondo nazionale per lo spettacolo colpiranno in misura ulteriore il Teatro Stabile Sloveno.
Però le preoccupazioni maggiori si riferiscono alla proposta in finanziaria di un drastico ridimensionamento (40 per cento) ai finanziamenti per le attività della comunità slovena (oltre 300 enti, associazioni e circoli culturali e sportivi). Il fatto è molto grave in quanto la minoranza slovena riceve per le sue attività culturali da 18 anni gli stessi fondi. Considerata l'inflazione, si tratta di una riduzione del 30% circa che aggiunta al 40 previsto vorrebbe dire il 70 per cento dei finanziamenti in meno. Una tale situazione porterebbe allo smembramento totale della comunità slovena.
Pavšič e Štoka hanno espresso la loro solidarietà alla minoranza italiana in Istria, per la quale sono pure previsti dei tagli ai finanziamenti ed hanno chiesto al Sottosegretario di intervenire anche per gli amici d'oltre confine.
Il sottosegretario Palma ha evidenziato la reale difficoltà in cui si è venuta a trovare la minoranza slovena nel FVG ed ha promesso che contatterà il ministero dell'Istruzione e delle Finanze per cercare di trovare una soluzione adeguata.
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