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L'Unione Culturale Economica Slovena è un'organizzazione indipendente e apolitica. Fu fondata nel 1954 a Trieste e l'anno successivo a Gorizia. Nel 1958 le due organizzazioni si sono fuse nell'attuale SKGZ, che raccoglie organizzazioni, enti, associazioni e privati cittadini che operano a livello regionale.
TESSERAMENTO
INDIVIDUALE

Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)

APPLICAZIONE DEI
DIRITTI LINGUISTICI

Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)

SONDAGGIO SLORI

Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)

LA COMUNITÀ SLOVENA
VERSO LE RIFORME

L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.

Včlani se v SKGZ za skupno rast, sooblikovanje prihodnosti, krepitev zavesti.

Campagna di tesseramento

Pieno appoggio ai sindaci dell'altipiano!

23.02.2005


Le organizzazioni slovene SKGZ Unione Culturale Economica Slovena ed SSO Confederazione delle Organizzazioni Slovene esprimono pieno sostegno politico e solidarietà ai tre sindaci dei comuni di Sgonico, Monrupino e San Dorligo, oggetto nei giorni scorsi di pesanti attacchi e inaudite offese da parte di esponenti di Alleanza Nazionale. Casus belli nuovamente la questione delle carte d’identità bilingui ossia monolingui nei tre comuni bilingui, dove i sindaci Mirko Sardoč, Alessio Križman e Fulvia Premolin sono a tutt’oggi sottoposti a “commissariamento ad acta” per quanto riguarda l’emissione di carte d’identità diverse da quelle fin’ora in uso. Negli ultimi giorni è infatti tornata all'attenzione della pubblica opinione la questione del decreto Scajola che all'inizio del 2002 aveva unilateralmente introdotto la possibilità di richiedere le carte d'identità esclusivamente in lingua italiana nei quattro comuni tradizionalmente bilingui della provincia di Trieste. Le organizzazioni slovene non negano il diritto di ricevere i documenti esclusivamente in italiano, principio del resto introdotto dalla stessa legge di tutela della minoranza slovena n° 38 del 2001 e tuttora lettera morta. Tuttavia le disposizioni finali della legge 38/01 sanciscono anche la validità di tutte le misure di tutela adottate in attuazione dello Statuto speciale allegato al Memorandum d’Intesa di Londra (5 ottobre 1954). Tra tali misure di tutela sono annoverate anche le carte d’identità bilingui, uguali per tutti i cittadini, su tutta l’area delle ex. Zona A e Zona B, a tutela della minoranza slovena in Italia e di quella italiana in Slovenia e Croazia.
La legge introduce anche l’adozione di carte d’identità bilingui per chi ne facesse richiesta in tutti comuni delle province di Trieste, Gorizia e Udine a significativa presenza slovena. E’ curioso vedere come il monolinguismo sia stato introdotto per decreto governativo, mentre i diritti dei cittadini di lingua slovena devono subire ogni genere di ritardo e spinte contromarcia. Considerato ciò il decreto del ministro Scajola di fatto riduce significativamente il livello di tutela della comunità slovena, cosa che è espressamente vietata dalla stessa legge 38/2001. Le organizzazioni slovene hanno già chiesto un incontro su questo tema con il nuovo prefetto di Trieste Annamaria Sorge.