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L'Unione Culturale Economica Slovena è un'organizzazione indipendente e apolitica. Fu fondata nel 1954 a Trieste e l'anno successivo a Gorizia. Nel 1958 le due organizzazioni si sono fuse nell'attuale SKGZ, che raccoglie organizzazioni, enti, associazioni e privati cittadini che operano a livello regionale.
TESSERAMENTO
INDIVIDUALE

Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)

APPLICAZIONE DEI
DIRITTI LINGUISTICI

Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)

SONDAGGIO SLORI

Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)

LA COMUNITÀ SLOVENA
VERSO LE RIFORME

L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.

Včlani se v SKGZ za skupno rast, sooblikovanje prihodnosti, krepitev zavesti.

Campagna di tesseramento

Rudi Pavšič e Drago Štoka scrivono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

16.10.2009


Il Governo Italiano ha previsto nella legge finanziaria per l'anno 2010 drastica riduzione dei finanziamenti che la comunità slovena in Italia riceve nell’ambito della legge di tutela, e precisamente 4.060.000 euro. Questo significa che per le attività culturali, artistiche, d'istruzione, editoriali e sportive della nostra comunità saranno a disposizione quasi 1,3 milioni di euro in meno rispetto all'anno 2008, quando l’allora Governo aveva stanziato 5,3 milioni di euro. Ancora peggiori sono le prospettive per gli anni 2011 e 2012, per i quali sono previsti poco più di 3 milioni di euro annui per la nostra comunità, il che è quasi la metà dei finanziamenti di due anni fa. Se a questo si aggiunge il dato che la comunità riceveva negli ultimi diciannove anni sempre la stessa somma, significa che il Governo ha di fatto dimezzato i contributi alle trecento organizzazioni, istituti ed associazioni che operano nelle province di Trieste, Gorizia ed Udine. Proprio per la drammaticità della situazione i presidenti delle organizzazioni di riferimento della comunità slovena Rudi Pavšič per la SKGZ-Unione Culturale Economica Slovena e Drago Štoka per la SSO-Confederazione delle Organizzazioni Slovene hanno scritto al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano chiedendogli di intervenire. I presidenti Štoka e Pavšič hanno informato di questa iniziativa anche il Premier sloveno Borut Pahor. Di seguito vi trasmettiamo la lettera che i presidenti della SKGZ e della SSO hanno inviato al presidente Giorgio Napolitano:

Signor Presidente,
ci è gradito riferirci all'incontro che i sottoscritti presidenti delle organizzazioni principali slovene in Italia, cioè della SKGZ e della SSO, hanno avuto con Lei al Quirinale il 24 gennaio 2008, per richiamare di nuovo la Sua attenzione sul problema della minoranza slovena in Italia.
In quell’occasione Lei ha ribadito tutto il Suo appoggio alle nostre aspettative e siamo quindi sicuri che farà nel limite delle Sue competenze i passi necessari sia presso i Presidenti dei due rami del Parlamento sia presso il Presidente del Governo, affinchè sia presa in urgente considerazione la nostra preoccupazione circa i contenuti della legge finanziaria, prossimamente in discussione nel Parlamento, riguardo alle nostre legittime aspettative.
La nostra grande preoccupazione è che alle organizzazioni slovene rimangano sempre quei finanziamenti che sono di vitale importanza perché possano continuare a sviluppare le diverse attività a favore della comunità stessa. E’ in gioco la sopravvivenza di oltre trecento associazioni ed enti che fanno riferimento ad entrambe le organizzazioni slovene, l’Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ) e la Confederazione delle Organizzazioni Slovene (SSO), che hanno oggi la responsabilità sia verso le associazioni stesse che verso l’intera minoranza slovena in Italia.
Certi della Sua massima attenzione verso il problema suesposto Le rivolgiamo i nostri saluti ed auguri di buon e proficuo lavoro.