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Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)
Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)
Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)
L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.
IL PICCOLO, 30 marzo 2010 L'integrazione con la numerosa comunità presente in tutta la provincia. La conoscenza di una lingua chiave di volta per affacciarsi con più facilità verso il mondo dell'Est europeo e di parte dei Balcani. Le opportunità lavorative che potranno derivare in un futuro troppo lontano.Sono questi i tre comuni denominatori che sintetizzano la lungimirante e coraggiosa scelta di alcuni genitori di madrelingua italiana che hanno deciso di iscrivere i propri figli alle scuole con lingua d'insegnamento slovena. Un dato che è stato sottolineato durante l'incontro pubblico intitolato “Genitori italiani nella scuola slovena” e organizzato dalla Skgz (Slovenska kulturno gospodarska zveza-Unione culturale economica slovena).L’incontro, che si è svolto al Narodni Dom di via Filzi, nel palazzo che ospita la Scuola superiore di lingue per traduttori e interpreti, ha visto la presenza di genitori più o meno noti tra i quali anche l'assessore regionale Federica Seganti e la vice presidente degli Industriali di Trieste Michela Cattaruzza Bellinello.Alla presenza del segretario regionale della Skgz Livio Semolic e della psicologa Susanna Pertot, la prima a prendere la parola è stata proprio la Seganti. l’assessore ha un figlio che frequenta l'ultimo anno dell'asilo di Prosecco e una figlia che da settembre andrà in una scuola materna slovena. «Spesso le turbative ad approcciarsi a una lingua che non si conosce sono più insite nel genitore che nei bimbi stessi, i quali invece dimostrano, chi prima e chi dopo, un facile apprendimento anche di una lingua che non viene parlata nel contesto domestico», ha detto Seganti, aggiungendoc che in futuro «desidero che i miei figli frequentino le scuole slovene almeno sino alle medie».L'imprenditrice Cattaruzza Bellinello invece ha posto l'accento sul fatto che il futuro dei bimbi può anche essere cambiato in corsa: «Mio figlio ha iniziato a frequentare la scuola americana, poiché non ci trovavamo bene abbiamo cambiato istituto e in seconda elementare ha iniziato a frequentare la scuola con insegnamento di lingua slovena con ottimi risultati grazie anche al supporto degli insegnanti».Interessanti poi le storie di Livio Cenzon, con quattro figli inseriti in varie scuole slovene, dalle superiori all'asilo; e quella di Daniela Levi che invece ha evidenziato il suo timore iniziale nell'avvicinarsi ad una lingua sconosciuta avendo «una figlia di 7 anni che ha fatto l'asilo italiano e poi le elementari slovene, per fortuna senza incontrare alcun ostacolo di sorta». E infine il racconto di Lara Zacchigna, che assieme alla mamma Alida ha raccontato dell'ottima accoglienza ricevuta da parte della comunità slovena nel contesto scolastico e non, che hanno permesso a Lara di apprendere perfettamente lo sloveno pur provenendo da una famiglia di madrelingua italiana. Riccardo Tosques
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