Facebook stran
L'Unione Culturale Economica Slovena è un'organizzazione indipendente e apolitica. Fu fondata nel 1954 a Trieste e l'anno successivo a Gorizia. Nel 1958 le due organizzazioni si sono fuse nell'attuale SKGZ, che raccoglie organizzazioni, enti, associazioni e privati cittadini che operano a livello regionale.
TESSERAMENTO
INDIVIDUALE

Il Congresso del 2009 ha adottato la proposta di rafforzare l'organizzazione con adesioni individuali, che contribuiscano alla sua crescita e consolidamento. (Richiesta di adesione)

APPLICAZIONE DEI
DIRITTI LINGUISTICI

Uno degli obiettivi principali della SKGZ è la promozione della tutela giuridica degli Sloveni in Italia, sancita da trattati internazionali, leggi statali e regionali.
(Documenti e moduli)

SONDAGGIO SLORI

Nel 2009 l'Istituto Sloveno di Ricerche (SLORI) ha condotto su incarico della SKGZ un sondaggio. Qui potete consultarne i risultati.
(Risultati del sondaggio)

LA COMUNITÀ SLOVENA
VERSO LE RIFORME

L'ultimo Congresso ha sottolineato il ruolo riformista della SKGZ. La crisi economica impone anche alla comunità slovena sostanziali cambiamenti.

Včlani se v SKGZ za skupno rast, sooblikovanje prihodnosti, krepitev zavesti.

Campagna di tesseramento

Tesini incontra organizzazioni minoranza slovena

14.12.2004


Comunicato stampa diramato dall'Ufficio Stampa della Regione

(ACON) Trieste, 14 dic - AB - Il punto sulla legge nazionale di tutela delle minoranze - la 38 del 2001 - cui è legato il problema del funzionamento del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena, è stato fatto nel corso di un incontro tra il presidente del Consiglio regionale Alessandro Tesini e i rappresentanti delle due organizzazioni slovene SKGZ (Unione economica e culturale slovena) ed SSO (Unione organizzazioni slovene), guidate dai rispettivi presidenti Rudy Pavsic e Sergj Pahor. A quattro anni dall'entrata in vigore della normativa, hanno sottolineato, nulla è stato fatto, se si eccettua la soluzione del problema legato alla scuola di San Pietro al Natisone: non è stata istituita la sezione slovena al conservatorio di Trieste, non funzionano gli sportelli a Trieste, Gorizia e Cividale, i lavori del Comitato vengono sistematicamente bloccati con espedienti (il numero legale che viene continuamente a mancare) che servono a non palesare scelte politiche di membri che sono stati designati da un'altra maggioranza regionale o da questo Governo nazionale. Se queste aspettative non si sono realizzate, a giudizio di SKGZ e SSO vi sono precise responsabilità. Per uscire da questa situazione sarebbe utile quindi, a loro giudizio, un intervento della Regione a Roma e un chiarimento sul Comitato paritetico. Un apprezzamento, infine, è stato espresso sull'impostazione del nuovo Statuto, dove la presenza e la funzione della comunità slovena viene posta in modo corretto. E' stata inoltre avanzata la necessità, alla luce dell'allargamento dell'Unione europea, di trovare ulteriori momenti di collaborazione con la Slovenia. Il presidente Tesini ha evidenziato come l'Amministrazione regionale abbia il dovere e la responsabilità di manifestare nei suoi programmi e nelle sue politiche la capacità di guardare avanti, pur nella consapevolezza e nel rispetto del passato, perché questo è l'unico modo, per un'istituzione che crede nella pluralità e nella collaborazione, di guardare alla nuova Europa e a quello che potrà diventare quando i Paesi che a essa si affacciano entreranno a farne parte a pieno titolo. Sui punti critici segnalati da SKGZ e SSO, Tesini ha affermato che oggi si scontano una serie di responsabilità, tra le quali vi è anche la scarsa precisione delle norme che regolano il Comitato paritetico, sulle quali sarà necessario un approfondimento. La riscrittura dello Statuto dovrà accompagnarsi a un puntuale trasferimento di competenze alla Regione e, rispetto ai rapporti con la Slovenia, Tesini ha concluso rimarcando la volontà di mantenere e valorizzare positivi rapporti istituzionali.