Incontro SKGZ-SSO con i consiglieri regionali di Forza Italia
01 02 2005
Si è svolto oggi pomeriggio presso la sala riunioni del gruppo di FI nel Consiglio Regionale un primo incontro tra le organizzazioni slovene SKGZ (presenti Rudi Pavšič, Livio Semolič e Igor Gabrovec) ed SSO (Sergij Pahor e Marij Maver) con i rappresentanti di Forza Italia (il capogruppo Isidoro Gottardo e i consiglieri Piero Camber e Roberto Asquini).PROMEMORIA SKGZ-SSO al gruppo consigliare di Forza Italia
La rappresentanza della comunità slovena del FVG intende rafforzare, con una serie di incontri politico-istituzionali, il rapporto di reciproco rispetto e collaborazione con tutti i partiti che lavorano nella direzione di una serena e costruttiva convivenza tra le varie componenti etniche del FVG e nei rapporti con la vicina Slovenia. Il tutto naturalmente nell¹ambito di una consapevole crescita culturale ed economica di tutta la regione FVG nella nuova realtà dell¹UE allargata.
In questo contesto riteniamo sia importante innanzi tutto attivare uno scambio di informazioni continuo, per evitare possibili malintesi, fraintendimenti e disinformazioni, che inevitabilmente provocano inutili polemiche.
È nostra intenzione quindi chiarire quali sono le questioni che condizionano negativamente l¹attività della comunità slovena in Italia, anche per poter comprendere assieme a voi, quale potrebbe essere un percorso condiviso per iniziare a risolvere tali problemi in un nuovo clima, dove non trovi più posto alcun pregiudizio etnico, ideologico e partitico frutto di passati anacronismi.
- Seppure di competenza governativa riteniamo utile informarvi che la legge 38/01 è rimasta lettera morta anche in tutte quelle parti dove non è necessaria la zonizzazione (sezione slovena del Conservatorio Tartini, il funzionamento degli uffici a Trieste, Gorizia e Cividale, la problematica scolastica, il blocco dei finanziamenti, etc.).
- I vari passaggi tecnico-giuridici come previsto dalla legge per definire la zonizzazione sono stati effettuati (richiesta da parte di 1/3 dei consiglieri comunali nei vari comuni dell¹area confinaria del FVG), ma ciò sembra non sia ³accettato² dal Governo.
Ci rendiamo perfettamente conto che riemerge in qualche modo ³la questione di Trieste², ma non comprendiamo su quali basi si possa escludere la presenza storica della comunità slovena a Trieste o a Gorizia.
- Il Comitato paritetico non riesce a svolgere il proprio lavoro per la continua assenza di alcuni consiglieri che con il loro comportamento (fanno mancare il numero legale anche con l¹uscita dall¹aula) non fanno funzionare tale organo e rendono di fatto inefficace la legge 38/01. Sarebbe utile comprendere quali sono i motivi reali di tale accanimento e quali le possibili soluzioni per non esasperare la questione. L¹approccio costruttivo e la volontà di risolvere i problemi sono il presupposto per affrontare qualsiasi responabilità pubblica. Riteniamo che in questo caso ci sia una carenza in tal senso.
- La comunità slovena intende intensificare il proprio ruolo di congiunzione e in certi casi di mediazione tra il FVG e la Slovenia. Già con i presidenti Antonione e Tondo sono state realizzate numerose iniziative e pianificati progetti per una migliore collaborazione transfrontaliera.
Nella nuova realtà comune dell¹UE diviene ancor più interessante e importante tale prospettiva, nella quale porre al centro l¹interesse comune dell¹area centroeuropea, dove la regione FVG, Trieste, ma anche Udine devono saper svolgere un ruolo da protagonisti senza dannosi condizionamenti storico-ideologici.
La comunità slovena si vuole mettere a servizio dell¹intera comunità con le proprie conoscenze e le proprie esperienze, per realizzare quest'ambizioso progetto economico e culturale della nuova centralità europea del FVG e della necessaria sintesi dei vari interessi qui presenti.
Rudi Pavšič
Presidente SKGZ
Sergij Pahor
Presidente SSO
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