Pieno appoggio ai sindaci dell'altipiano!
23 02 2005
Negli ultimi giorni è infatti tornata all'attenzione della pubblica opinione la questione del decreto Scajola che all'inizio del 2002 aveva unilateralmente introdotto la possibilità di richiedere le carte d'identità esclusivamente in lingua italiana nei quattro comuni tradizionalmente bilingui della provincia di Trieste.
Le organizzazioni slovene non negano il diritto di ricevere i documenti esclusivamente in italiano, principio del resto introdotto dalla stessa legge di tutela della minoranza slovena n° 38 del 2001 e tuttora lettera morta. Tuttavia le disposizioni finali della legge 38/01 sanciscono anche la validità di tutte le misure di tutela adottate in attuazione dello Statuto speciale allegato al Memorandum d’Intesa di Londra (5 ottobre 1954). Tra tali misure di tutela sono annoverate anche le carte d’identità bilingui, uguali per tutti i cittadini, su tutta l’area delle ex. Zona A e Zona B, a tutela della minoranza slovena in Italia e di quella italiana in Slovenia e Croazia.
La legge introduce anche l’adozione di carte d’identità bilingui per chi ne facesse richiesta in tutti comuni delle province di Trieste, Gorizia e Udine a significativa presenza slovena. E’ curioso vedere come il monolinguismo sia stato introdotto per decreto governativo, mentre i diritti dei cittadini di lingua slovena devono subire ogni genere di ritardo e spinte contromarcia. Considerato ciò il decreto del ministro Scajola di fatto riduce significativamente il livello di tutela della comunità slovena, cosa che è espressamente vietata dalla stessa legge 38/2001.
Le organizzazioni slovene hanno già chiesto un incontro su questo tema con il nuovo prefetto di Trieste Annamaria Sorge.
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